Cosa succederebbe se scoprissimo che il mondo non è reale? Fu da questa domanda che partì dalla mente dei fratelli (ora sorelle) Watchowski l’idea di realizzare un’opera che avrebbe influenzato in maniera profonda il cinema contemporaneo. Coadiuvati dall’apporto del produttore Joel Silver, nel 1999 uscì Matrix. La storia ruota attorno a Thomas Anderson , detto Neo, un hacker che scopre grazie all’aiuto di Morpheus e alla misteriosa Trinity la verità: l’umanità è stata resa schiava dalle macchine. Numerose sono le influenze che i Watchowski inseriscono nella pellicola: dalle opere di Philip Dick ai manga giapponesi (Ghost in the Shell su tutti), dal cinema d’azione orientale al cyber-punk fino ad Alice nel paese delle Meraviglie. Il film presenta una rivoluzione visiva mai vista prima, grazie all’uso di una cgi perfetta e ben gestita e all’ introduzione di tecniche quali il cosiddetto Bullet Time. Molteplici sono poi le riflessioni filosofiche. I nomi dei personaggi sono una chiara allusione al cristianesimo ; Trinity , trinità in italiano o Neo , anagramma inglese di One , l’eletto. Meravigliosa inoltre è la connessione che si viene a creare tra gli uomini e le macchine. Entrambi hanno bisogno degli altri per sopravvivere, ma allo stesso tempo sono in conflitto tra di loro per evitare la reciproca estinzione. Fortissima la critica al consumismo e al comportamento umano, riassunto ma in maniera crudelissima e dall’agente Smith che paragona la capacità dell’uomo di distruggere l’ambiente a quella che i virus hanno di distruggere gli organismi. Grande prova da parte di Keanu Reeves, nel ruolo della vita, e di Hugo Weaving nel ruolo del villain Smith (uno dei più iconici deli ultimi 20 anni). Un film che dunque intrattiene e lancia messaggi politici e filosofici per tutta la sua durata, elevandolo a vero e proprio capolavoro del genere action/sci.fi.
Matrix