Il personaggio fumettistico entrato nell’immaginario collettivo grazie alle (straordinarie) interpretazioni di Jack Nicholson prima e di Heath Ledger poi, ha finalmente un suo film in singolo. Ma è veramente un film su Joker? Si, o meglio racconta la storia della persona che vestirà in un ipotetico futuro i panni del clown principe di Gotham. Perché più che di Joker, questa è la parabola di Arthur. Un uomo sulla trentina depresso e affetto da un raro disturbo che gli provoca improvvisi e incontrollabili attacchi di risate, specie in momenti di forte tensione. Il sogno è quello di diventare uno stand-up comedian come il suo idolo Murray Franklin (Robert De Niro), la realtà è un lavoro da clown in un ambiente degradante. Tom Philipps ci propone una visione scorsesiana del personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger. Ritroviamo infatti argomenti quali l’alienazione, il degrado sociale e la grottesca parabola della vita-società americana presenti in film come Taxi Driver e Re per una notte. Il personaggio di Murray Franklin è un chiaro riferimento a Robert Pupkin, interpretato dallo stesso De Niro. Sebbene alcune parti sembrino abbastanza ridondanti e didascaliche, il film gode di una grande messa in scena e grandi interpretazioni; spiccano ovviamente l’interpretazione di Joaquin Phoenix e la magnifica e melanconica colonna sonora. Risulta perfettamente inquadrata l’attuale politica americana, in cui non c’è tempo per pensare ed aiutare le persone che hanno bisogno, andando così a creare un qualcosa che distruggerà la società stessa. Philips ci dà una versione del Joker realistica e quasi empatizzante che ha convinto sia il pubblico che soprattutto la critica. Detto questo il Joker di Phoenix prosegue sulle orme dei suoi predecessori facendoci dimenticare (per fortuna) Suicide Squad.
JOKER