Copertina Film "Parasite"

Bong Joon-ho dirige uno dei film più belli degli ultimi anni. Lo fa realizzando quella che è a tutti gli effetti una commedia, ma tingendola di nero soprattutto nella seconda parte che va a sfociare nella tragedia. Il suo lavoro, premiato a Cannes con la palma d’oro, è un affresco della società (sud)coreana. Due famiglie; una poverissima che vive praticamente in uno scantinato e una ricchissima. I poveri sono in tutto e per tutto come suggerito dal titolo: dei parassiti che riescono attraverso vari sotterfugi a lavorare nella casa (in simbiosi) dei benestanti. Tutti insieme spillano soldi e si abbandonano ai divertimenti più sfrenati. Ma nello scantinato della lussuosa villa scopriranno un segreto, rimasto nascosto per anni. Joon-ho mescola sapientemente la commedia geniale col cinema d’azione, il dramma con il thriller (meravigliosa la scena che rivela al bambino l’esistenza dell’inquilino “fantasma”). Il succo alla fine è lo stesso del suo precedente (capo)lavoro Snowpiercer: la lotta di classe. Ma qui lo fa in maniera più diretta slegandosi dal cinema di genere e confezionando un film che può arrivare a chiunque; dai bambini ai genitori , dai cinefili fino a coloro che vanno in sala per divertirsi e rilassarsi. Un perfetto mix tra Art House e cinema d’intrattenimento. Ricchi e poveri vengono messi in risalto in maniera opposta. Inquadrati e scritti diversamente gli uni dagli altri, sembrano provenire da due mondi diversi. I secondi si mascherano per entrare nel mondo dei primi, facendo praticamente tutto quello che viene loro ordinato. Al contrario quando nel quartiere povero succede una tragedia, nella casa del lusso nessuno sembra nemmeno sapere nulla di tutto ciò. Un film dunque che lancia un segnale devastante sulla condizione umana nella società consumista, cattivissima e dura della nazione asiatica. Una nazione che sembra senza speranza, come il finale che non lascia nessun messaggio di ottimismo e ci fa vivere il dolore interiore  che accompagnerà per sempre i personaggi della pellicola. Un film da non perdere.